Il paesaggio vivente

Il paesaggio del Vulture è particolarmente diversificato. 

Le sue aree naturali dimostrano un’eccezionale biodiversità oggetto di studi da parte di numerosi botanici che, nel corso tempo, si sono avvicendati tra questi boschi. Essi hanno lasciato interessanti testimonianze delle loro peregrinazioni, redigendo inventari sulla flora che ricopre questo Monte. Oggi tali studi sono di estremo significato: permettono di comprendere l’evoluzione del sito e con essa di portare alla luce i profondi cambianti che l’hanno interessato.

Intorno al Lago Grande e al Lago Piccolo a dominare il paesaggio è la faggeta, caratterizzata da esemplari di Fagus sylvatica di dimensioni considerevoli, dal portamento colonnare, in promiscuità con alcuni  rimboschimenti di Abies alba. L’abetina si estende a NE del Monte San Michele, con individui arborei di grosse dimensioni, e sul versante Nord del Monte Vulture, dove si trovano popolamenti di Abies alba con aspetti di relittualità. 

L’habitat che circonda i laghi è caratterizzato da esemplari di Alnus glutinosa associati a Fraxinus angustifolia. All’interno del Lago Grande è la Nymphaea alba la specie più rilevante e diffusa in un ampio lamineto galleggiante.  Particolarmente diffusi sulle pendici esterne della montagna il cerro, il castagno, l’olivo e la vite, principalmente Aglianico del Vulture. I territori coltivati con queste uve sono situati in una fascia ristretta, ai bordi orientali dell’edificio vulcanico, ricadente nei territori di Barile, Rapolla, Rionero in Vulture, Ginestra e Ripacandida. Caratteristica è la presenza di numerose cantine-grotte direttamente scavate nei tufi di origine vulcanica, dove il vino spesso è lasciato a invecchiare.

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