Giuseppe Ungaretti, 1934, Il deserto e dopo, da Venosa a Caposele

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"(…) incontriamo il Vulture nero con i suoi quattro o cinque dentacci. Acqua, fuoco: eruzioni e alluvioni hanno dato l’impronta ai pietroni d’intorno (…)

Uscendo da Rionero, vediamo un enorme masso di verde boschivo che s’innalza cupo al cielo: è il Vulture che torna a farsi vedere. Gli corriamo ai piedi sino ad Atella dove, entrati nel panorama dominato dal Monticchio, lo perdiamo di vista (…)."