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NOMINA DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO DELL'ENTE PARCO NATURALE REGIONALE DEL VULTURE

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12/05/2026 AVVISO ALLERTA METEO GIALLA

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LINEE GUIDA PER LA FRUIZIONE DELLE AREE BOSCATE DEL PARCO REGIONALE DEL VULTURE

LINEE GUIDA PER LA FRUIZIONE DELLE AREE BOSCATE DEL PARCO REGIONALE DEL VULTURE

Pesca con una sola canna - Lago grande di Monticchio-

Pesca con una sola canna - Lago grande di Monticchio-

Benvenuti nel Parco Naturale Regionale del Vulture


Il Parco del Vulture è un'area naturale protetta della Basilicata che si estende alle pendici del Monte Vulture, antico vulcano ormai spento, per 57.496 ettari e che comprende i comuni di Atella, Barile, Ginestra, Melfi, Rapolla, Rionero in Vulture, Ripacandida, Ruvo del Monte e San Fele, tutti appartenenti alla Provincia di Potenza. A rendere unica quest'area è la sua ricchissima biodiversità, dovuta alla varietà dell'ecosistema e ai differenti climi delle quote altimetriche, concentrata in un territorio ristretto. Da qui deriva la sorprendente diversificazione del paesaggio, caratterizzato da un'alternanza di montagne e colline, prati in fiore e fiumi, laghi e fitti boschi. 



  • Ecosistema e progetti di salvaguardia
  • Geomorfologia del Parco
  • I Laghi
  • Flora
  • Fauna
  • Storia del territorio
  • Il Vulture
  • Ecosistema e progetti di salvaguardia

    Il territorio del Parco si contraddistingue per un'elevata biodiversità vegetale e animale: qui è possibile osservare un notevole numero di habitat e specie protette che, insieme alle millenarie coltivazioni, contribuiscono a dipingere panorami unici e preziosi.

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  • Geomorfologia del Parco

    La formazione dell'area del Vulture è da ricondurre a un'attività sismica insistente e ripetuta avvenuta circa 5 milioni di anni fa, durante l'era cenozoica, e dovuta al movimento di due enorme placche della superficie terrestre, quella africana e quella euroasiatica, che si scontrano lungo la fascia orientale del pre-appennino meridionale.

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  • I Laghi

    Immersi nel verde dell'area naturale protetta è possibile visitare i Laghi di Monticchio, situati sulla falda sud occidentale del Monte Vulture. I due laghi, il Lago Grande e il Lago Piccolo, occupano le bocche crateriche dell'antico vulcano.

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  • Flora

    Le pendici esterne del Vulture presentano una successione tipica di forme di vegetazione, influenzata principalmente dall'altitudine. Fino a 600-700 metri, le falde sono ricoperte da campi di cereali, da vigne e oliveti. Più in alto il castagno prende il sopravvento, lasciando spazio al querceto e poi alla faggeta solo oltre i 900- 950 metri di quota.

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  • Fauna

    La complessità e l'unicità degli ambienti naturali del Parco del Vulture hanno consentito il permanere di una fauna ricca e diversificata, che annovera numerose specie protette.

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  • Storia del territorio

    Storicamente le origini del Vulture sono antichissime: l'area era già abitate nel neolitico, come testimoniano i resti di una necropoli rinvenuta nei pressi di Rapolla. Le prime vere civiltà si stanziarono nell'area intorno tra il VIII e il VII: fu la volta dei Dauni,  seguiti poi dai Sanniti (IV- III sec. a.C.). Numerose testimonianze della presenza di civiltà pre-romane sono raccolte nel Museo archeologico nazionale del Melfese.

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  • Il Vulture

    In origine il Vulture è un vulcano formatosi in un periodo compreso fra gli 800.000 e i 750.000 anni fa: durante queste prime fasi i magmi, risalendo, attraversarono alcune centinaia di metri di terreni sedimentari, l’ultimo dei quali di origine marina Pliocenica, e produssero una spinta sufficiente ad innalzare il substrato roccioso sino a circa 700 metri di quota.

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  • Il Museo di Storia Naturale del Vulture
  • Sito paleolitico di Atella
  • Il Museo archeologico nazionale del Melfese
  • Scavi archeologici di Torre degli Embrici
  • La Badia di Sant'Ippolito
  • Il Convento di San Michele
  • Il Castello di Melfi
  • I rifugi dei briganti
  • Sulle tracce di Federico II
  • Il Vulture e la tradizione olivicola
  • Alla scoperta dell'Aglianico del Vulture
  • La terra delle castagne
  • La settimana Santa tra spiritualità e tradizione
  • Il Museo di Storia Naturale del Vulture

    Il Museo di Storia Naturale del Vulture occupa i primi tre livelli del Convento dedicato a San Michele Arcangelo, sul Lago Piccolo. Esso racconta i 750 mila anni di storia del Vulture, un vulcano formatosi nel pleistocene e dormiente da circa 130.000 anni.

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  • Sito paleolitico di Atella

    Il sito paleolitico di Atella, individuato agli inizi degli anni '90, è ubicato nei pressi del moderno cimitero comunale. Dalla stratigrafia del sito si è evidenziata la sua localizzazione sulle rive di un lago, oggi scomparso, creato durante il formarsi del complesso vulcanico del Vulture.

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  • Il Museo archeologico nazionale del Melfese

    Ubicato nel castello di Melfi, il Museo custodisce testimonianze archeologiche rinvenute nella zona del Vulture riguardanti le popolazioni indigene della preistoria, dei periodi dauno, sannita, romano, bizantino e normanno. 

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  • Scavi archeologici di Torre degli Embrici

    Il Complesso archeologico pre-romano e romano di Torre degli Embrici è un complesso archeologico diviso tra i comuni di Rionero in Vulture e Atella.  Il sito archeologico fu scoperto nel 2004 e agli scavi parteciparono ricercatori delle università di Alberta, Sydney e Ben Guiron del Negev. Furono rinvenute, tra gli altri oggetti, una moneta di Marco Aurelio Probo (incoronato 276 - morto 282) e un marmo di Afrodite purtroppo privata degli arti e del capo.

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  • La Badia di Sant'Ippolito

    Sull'istmo, tra il Lago Piccolo e il Lago Grande, è situata la badia benedettina di Monticchio, riferibile al X-XI secolo.

    A quest'epoca è da riferire la chiesa, con abside trilobato e atrio al quale si innesta, in un periodo successivo, la torre campanaria.

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  • Il Convento di San Michele

    Un caratteristico sentiero attraversa i fitti boschi e conduce al convento che, arroccato sulla caldera del Vulture, si affaccia sul Lago Piccolo creando un gradevole contrasto con la natura circostante.

    Viene edificato dai francescani a partire dal XVII secolo, su un sito molto più antico. Ingloba le laure basiliane e in particolare la Grande Grotta scavata nel tufo dedicata all'arcangelo Michele. Nei pressi sono stati ritrovati depositi votivi risalenti al IV-III sec. a.C.

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  • Il Castello di Melfi

    L’imponente sagoma del castello normanno svevo è il simbolo di Melfi e la sua storia è legata alle figure di spicco che si sono succedute nel corso dei secoli nella città posta alle pendici del Monte Vulture.

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  • I rifugi dei briganti

    Con l'annessione al Regno d’Italia del Regno delle Due Sicilie si scatenò una forma di guerriglia contro i Sabaudi meglio nota come “Brigantaggio post-unitario”. L’assegnazione disattesa delle terre demaniali a causa del forte debito sabaudo, l’aumento delle tasse e del prezzo dei beni di prima necessità, furono le cause principali d’innesco della rivolta che da molti storici viene considerata una delle prime guerre civili dell'Italia contemporanea.

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  • Sulle tracce di Federico II

    Federico II di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero, figura carismatica della storia del meridione, amò molto la Basilicata e, in particolare, il Vulture. Qui sono disseminate numerose tracce del suo passaggio, a partire proprio da Melfi, dove sorge ancora il Castello che da lui fu ampliato e modificato, testimone di vicende che hanno fatto la Storia.

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  • Il Vulture e la tradizione olivicola

    Il territorio del Vulture, storicamente, non era solo un punto strategico di collegamento fra il nord e il sud della penisola italica, ma anche un luogo di rifornimento di derrate alimentari di qualità.

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  • Alla scoperta dell'Aglianico del Vulture

    La fertilità dei terreni di origine vulcanica che circondano il Monte Vulture è l'habitat ideale per la produzione di uno dei più grandi vini rossi d'Italia, l'Aglianico del Vulture DOCG. Le sue origini sono antichissime: probabilmente venne introdotto nel nostro Paese dai Greci intorno al VII- VI sec. a.C.

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  • La terra delle castagne

    Uno dei prodotti più celebri ed apprezzati del Vulture sono le castagne, raccolte in quota sulle pendici del vulcano.

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  • La settimana Santa tra spiritualità e tradizione

    Nella Settimana Santa sono davvero tante nel Vulture le rappresentazioni legate al dramma sacro della Passione. Fra queste molto suggestive sono quelle di Atella, Rionero in Vulture e Rapolla.

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Il Progetto del FAI per la riqualificazione dei laghi di Monticchio

I Laghi di Monticchio sono uno dei "Luoghi del Cuore" sui quali il FAI, Fondo Ambientale Italiano, interverrà con uno dei 27 progetti identificati grazie al nono censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso proprio dal FAI. La zona dei laghi si è infatti posizionata al sesto posto, diventando il luogo più votato di sempre in Basilicata con 31.907 preferenze.

 


IL TESORO DI MONTICCHIO

IL TESORO DI MONTICCHIO

Presentato al MISFF 72° Montecatini International Short Film Festival ed. 2021

Sritto e diretto da: Giuseppe Varlotta

Musica: Maurizio Fiaschi

Mix Audio: Andrea Passarino

 


Play with green - un'aquila come guida

Ideato da: Michele Lacerenza
Prodotto e realizzato da: Lacerenza produzioni Media
Direzione artistica: Marco Cerverizzo
Scritto, diretto e montato da: Giuliano Brancati - Enrico Condelli
Musiche: Adventure Epicarpio by MichaelNik
Sviluppo web: Giovanni Schiavone
Falconieri: Federica Palazzo - Andrea Laspro Masi
Aquila: Martino

 

 

  • San Fele
  • Ruvo del Monte
  • Ripacandida
  • Rionero in Vulture
  • Rapolla
  • Melfi
  • Ginestra
  • Barile
  • Atella
  • San Fele

    Le origini di San Fele risalgono intorno all'anno 1000, quando Ottone I di Sassonia fece edificare in quest'area un castello fortezza per avvistare eventuali assedi da parte dei Bizantini. Circa un secolo dopo cominciarono a sorgere intorno al castello i primi nuclei abitativi; il quartiere sviluppatosi lungo le pendici del Monte Castello è stato rinominato "Rione Costa".

  • Ruvo del Monte

    Ai confini con la Campania, Ruvo del Monte è stato in passato uno snodo fondamentale che collegava la regione limitrofa con l'entroterra della Basilicata. Per questo ha visto il passaggio di numerose civiltà che si sono susseguite nel corso del tempo. Probabilmente l'abitato fu fondato dai Sanniti col nome di Rufrae, anche se il primo documento che cita il paese con il nome di Ruvo risale al 1045.

  • Ripacandida

    L'abitato di Ripacandida sembra sia sorto dopo l'invasione gotica di "Candida Latinotum", i cui abitanti si rifugiarono sul territorio dove sorge attualmente il borgo e che diedero il nome al paese. Secondo alcuni studiosi, invece, il nome deriva dal colle di colore bianco su cui sorge.  Il centro attuale è situato in parte su un insediamento frequentato dal VII al IV sec.a.C.. 

  • Rionero in Vulture

    Situato a sud-est del Monte Vulture, Rionero è immerso in un paesaggio ricco e accogliente, caratterizzato da vigneti, oliveti e folti boschi. Qui la fertilità del terreno e la sua favorevole esposizione hanno consentito lo sviluppo della viticoltura, la cui massima espressione è l'Aglianico Del Vulture, e dei castagneti da frutto.

  • Rapolla

    Le origini di Rapolla risalgono al X sec. quando in queste terre si stabilì un gruppo di monaci basiliani che fecero erigere un convento. Nel 1042 il paese divenne una fortezza normanna prima di esser distrutta nel 1187 dai Melfitani e ricostruita subito dopo da Guglielmo il Buono.

  • Melfi

    Capitale del regno normanno, Melfi è la città federiciana per eccellenza, avendo rivestito un ruolo politico particolarmente centrale al tempo dell’imperatore Federico II di Svevia. Alcuni riferimenti storici fanno ritenere il nome Melfi derivante dalla presenza del torrente Melfia, un corso d’acqua significativo anche in considerazione dei tanti ritrovamenti archeologici (in particolare tombe e insediamenti d’epoche diverse).

  • Ginestra

    I suoi abitanti sono per lo più i discendenti di esuli greco-albanesi che nel 1478 in queste contrade, originariamente denominate Lombarda Massa, trovarono dimora grazie alla concessione del feudatario di Ripacandida, Troiano Caracciolo.

  • Barile

    I suoi abitanti sono discendenti di esuli greco-albanesi, giunti sulle falde del Vulture circa 5 secoli fa, in fuga dal loro paese in seguito all'invasione turca dei loro luoghi di origine. Dopo tanto tempo, in questo piccolo paese è ancora parlata la lingua arbëreshe e sono ancora vive le tradizioni d’origine balcanica.

  • Atella

    Centro molto antico, ripopolato a più riprese nella storia da gente proveniente da altre aree limitrofe. Nel XIV secolo, Giovanni d’Angiò volle rifondare e riorganizzare Atella, oltre a favorirne il suo popolamento, specialmente da Monticchio, Sant’Andrea, Agromonte, Lagopesole, facendone un centro economico e militare tra i più rilevanti nella regione.
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Scopri il territorio del Parco del Vulture

ENTE PARCO NATURALE REGIONALE DEL VULTURE

Ordinanza n. 01 del 30/03/2023

ORDINANZA del RESPONSABILE AREA TECNICA

S.P. n. 43 “Anello del Vulture”, S.P. ex S.S. n. 167 “dei Laghi di Monticchio”

Regolamentazione della circolazione e della sosta sulla viabilità provinciale in prossimità dei laghi di Monticchio nel periodo delle festività pasquali e dei ponti del 25 aprile, 1 maggio,

2 giugno 2023.

 

PREMESSO CHE:

- La L.R. 47/97 disciplina l’istituzione di Parchi e Riserve naturali in Basilicata;

- Con L.R. n. 28 del 20/11/2017 è stato istituito il “PARCO NATURALE REGIONALE DEL VULTURE”;

- Con il D.P.G.R. n. 10 del 23/01/2018 è stata nominata la Comunità del Parco Naturale Regionale del Vulture;

- Con Decreto del Commissario n. 47 del 26/09/2020 sono state attribuite deleghe per la responsabilità nei procedimenti amministrativi afferenti all’area tecnica, al Dott. Ing. Gilio Carlo.

- Con la deliberazione del Consiglio regionale n. 440 del 26 luglio 2022 avente ad oggetto “Nomina Presidente dell’Ente di gestione del Parco Naturale Regionale del Vulture”, il sig. Sperduto Donato è stato

nominato Presidente dell’Ente di gestione del Parco Naturale Regionale del Vulture;

- con il Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 206 del 24.11.2022 veniva nominato il Consiglio Direttivo del Parco;

 

VISTE le Deliberazioni del Consiglio Direttivo del Parco:

- n. 1/2022 di insediamento del Consiglio Direttivo,

- n. 2/2022 di assegnazione deleghe e funzioni amministrative al Presidente,

- n. 3/2022 di ratifica regolamenti ed ordinanze,

- n. 4/2022 conferma deleghe e ruolo Responsabile di Area Tecnica, al Dott. Ing. Carlo Gilio;

- n. 9/2022 deleghe area amministrativa e finanziaria, al Dott. Ing. Carlo Gilio;

 

VISTI

- il bilancio di previsione triennale 2022/2023/2024 e allegati approvato con Decreto n. 23 del 07.06.2022;

- la L.R. n. 26 del 10.08.2022 di approvazione del Bilancio di Previsione per il triennio 2022/2023/2024 di questo Ente;

- la L.R. n. 45 del 29.12.2022 “Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione Basilicata e dei suoi organismi ed enti strumentali, per l'esercizio finanziario 2023”;

• Visto l’art. 5, comma 3, e l’art. 6 comma 4 del Nuovo Codice della Strada emanati con il D.L.vo n. 285 del 30.04.1992 e successive modifiche ed integrazioni;

• Visto il regolamento di attuazione D.P.R. del 16 dicembre 1992 n. 495 e successive modifiche ed integrazioni con D.P.R. 610/96;

• Preso atto che l’Ente Parco del Vulture, la Provincia di Potenza, il Comune di Atella ed il Comune di Rionero, nella seduta del Comitato di Sicurezza Pubblica presso la Prefettura di Potenza, hanno rappresentato la necessità di regolamentare la circolazione e la sosta dei veicoli nell’area dei Laghi di Monticchio, caratterizzata in modo particolare da notevoli variazioni di densità dipendenti dai flussi turistici e varietà di dimensioni e tipologie di veicoli, al fine di scongiurare criticità e consentire l’accessibilità ai mezzi di soccorso;

• Preso atto delle risultanze della seduta di cui sopra nella quale sono state definite le modalità per la regolamentazione della circolazione e della sulla viabilità nell’area di Monticchio Laghi Preso atto del “REGOLAMENTO DEGLI ACCESSI DELLA ZSC - IT9210210 - “Monte Vulture”

• Considerato il notevole afflusso turistico previsto nei giorni di Pasqua e Pasquetta e nei giorni dei ponti del 25 Aprile, 1 maggio e 2 giugno 2023;

Considerato che l’Ente proprietario della strada è la Provincia di Potenza, e che lo stesso Ente è titolato alla regolamentazione del transito e della sosta sulle strade provinciali S.P. 43 “Anello del Vulture” e S.P. ex S.S. n. 167 “dei Laghi di Monticchio”, interessate dalla disposizione regolamentare come concordata in sede di riunione del Comitato di ordine e sicurezza pubblica tenutasi presso la Prefettura di Potenza in data 29/03/2023;

 

IL DIRIGENTE FF – RESPONSABILE DI AREA TECNICA EMANA LA SEGUENTE ORDINANZA

E’ attuata nell’arco temporale dal 30/03/2023 a tutto il 04/06/2023 la sospensione in deroga del “REGOLAMENTO DEGLI ACCESSI DELLA ZSC - IT9210210 - “Monte Vulture”;

l’Ente Provincia di Potenza, è autorizzato in virtù della deroga espressa di cui sopra al “REGOLAMENTO DEGLI ACCESSI DELLA ZSC - IT9210210 - “Monte Vulture” ad adottare propria ordinanza per la disciplina del traffico e della sosta veicolare nell’arco temporale di vigenza della deroga;

Il Comune di Atella è responsabile dell’apposizione della prescritta segnaletica a norma del Codice della strada.

Il Comune di Rionero in Vulture è responsabile dell’apposizione della prescritta segnaletica a norma del Codice della strada, inerente il flusso da e verso il parcheggio pubblico di sua gestione;

Le prescrizioni sopra riportate non sono valide per cicli, motocicli e veicoli a trazione elettrica; nonché per i veicoli di coloro i quali siano muniti di idonea autorizzazione rilasciata dall’Ente Parco, compreso gli operatori turistici, i residenti ed i proprietari e conduttori terrieri;

Il Parco Naturale Regionale del Vulture, interviene con la presente ordinanza temporanea ai sensi della L.R. n. 28/2017 e s.m.i., nelle more della redazione del Regolamento del Parco previsto dalla legge istitutiva.

 

La vigilanza è affidata agli Organi di Polizia Municipale dei comuni del Parco, ai carabinieri Forestali, all’Arma dei Carabinieri, alla Polizia Provinciale, alla Polizia Ambientale Regionale, alle Associazioni di Protezione Ambientale come disposto da affidamento dell’Ente Parco.

Per le violazioni alle disposizioni di cui ai punti precedenti, i trasgressori saranno puniti ai sensi della vigente normativa in materia di codice della strada (D.Lgs. n. 255/1992 e regolamento di attuazione)

Le sanzioni sono irrogate dall’Ente competente per il territorio ove l’illecito è stato commesso.

 

Per quanto non espressamente previsto nella presente ordinanza si applicano le norme di cui alla Legge 24.11.1981, n. 689.

 

Gli Uffici Tecnici dei Comuni interessati provvederanno all’istallazione di idonea segnaletica stradale atta ad evidenziare i divieti e gli obblighi di cui alla presente ordinanza, garantendone

sempre il corretto funzionamento con personale immediatamente reperibile.

 

Gli addetti alla vigilanza come sopra individuati, gli Ufficiali e gli agenti di Polizia Stradale, di cui al D. Lgs. 285/1992 possono adottare ulteriori prescrizioni, che verranno attuate attraverso gli agenti o ufficiali, anche in deroga alla presente ordinanza e necessarie a garantire la sicurezza pubblica.

 

Per quanto non stabilito dalla presente ordinanza si fa rinvio alle norme della Legge Statale e Regionale in materia ed alle disposizioni esecutive di attuazione.

Avverso al presente provvedimento, ai sensi della normativa vigente, è ammesso ricorso al T.A.R. Basilicata e al competente Ministero LL.PP. per chiunque abbia interesse all’apposizione della segnaletica in relazione alla natura del segnale apposto.

Potenza, 30/03/2023

Il Dirigente f.f.

Responsabile di area tecnica Dott. Ing. Carlo Gilio

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